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produzione e consumo
Inserito da Anonimo il Dom, 08/11/2009 - 15:15
1976-cospirazione febbre suina-Il ritorno delle "passioni"
FEBBRE SUINA DEL 1976 E VACCINAZIONI FORZATE. LA STORIA SI RIPETE
Inserito da Anonimo il Mar, 03/11/2009 - 23:45
di Rita Pennarola – lavocedellevoci.it.
Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perché.
Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall'alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all'anno di fatturato, superano di gran lunga l'invincibile industria delle armi, non risulta poi così difficile capire perché periodicamente, con cadenza ormai “regolare”, scoppia l'allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo perciò più che mai invocato l'arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessità di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull'onda dell'emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest'anno da novembre in poi)?
Inserito da Anonimo il Mar, 03/11/2009 - 22:12
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IL VACCINO, I CONTRATTI MISTERIOSI E LE MOGLI AL POSTO GIUSTO
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DI PINO CABRAS megachipdue.info/
La sicurezza sanitaria funziona come la sicurezza militare? Quali segreti nasconde, se perfino la Corte dei conti ora vuol vederci chiaro? Sullo sfondo delle dispute sull’influenza suina vediamo avanzare una militarizzazione della salute che gioca sulla paura delle malattie, la più primitiva. Tralasciamo la questione della tossicità del vaccino, e la rimandiamo ad altre sedi. Partiamo proprio dalla Corte dei conti, l’organo che la Costituzione italiana ha messo a guardia delle spese pubbliche, compresa la cospicua voce della spesa sanitaria.
La Corte dei conti ha setacciato anche la questione della fornitura dei vaccini, fino a sollevare parecchie eccezioni. Si è subito dovuta scontrare con la segretezza, usata per ragioni di emergenza. In nome dello stato di eccezione non si può sapere qualcosa di più su uno specifico contratto di acquisto del vaccino che dovrebbe prevenire la famigerata influenza A(H1N1).
Inserito da Anonimo il Mer, 02/09/2009 - 23:39
di Comidad Dal 22 luglio la provincia di Napoli è stata coinvolta in una serie di black-out dell’energia elettrica di crescente gravità. La prima ad essere colpita è stata una delle zone più centrali della città, che comprende la Prefettura, il Municipio ed il Palazzo Reale. Sette ore che hanno paralizzato ogni attività amministrativa, commerciale e turistica. Il 10 agosto è toccato all’isola d’Ischia di sprofondare in un black-out infinito, il 14 agosto a Capri. Nei casi di Napoli e di Ischia le giustificazioni della società Terna - un alter ego dell’ENEL - , che gestisce il sistema di linee ad alta tensione, è la stessa: una ditta (estranea alla stessa società), nell'esecuzione di lavori di scavo, ha tranciato un cavo. E’ una giustificazione ad effetto, che scarica il gestore di ogni responsabilità di fronte all’opinione pubblica, ma che non regge di fronte ad una elementare analisi della rete elettrica esistente in tutta Italia da alcuni decenni. Tutte le stazioni elettriche ad alta e media tensione fanno parte di una rete a maglie per cui, se viene meno l’alimentazione da un lato della maglia, immediatamente viene attivata l’alimentazione da uno degli altri lati. Non ci vogliono sette ore per ovviare ad un guasto come quello descritto dalla società Terna; se si fosse trattato di un guasto diverso (fuori servizio simultaneo di uno o più trasformatori o altro) sarebbe stato comprensibile, ma non giustificabile.
Inserito da Anonimo il Mar, 01/09/2009 - 00:22
| Maxisequestro droga Napoli, valore 15 mln |
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Inserito da Anonimo il Dom, 23/08/2009 - 14:45
Loschi affari a tutto gas C'è un passaggio del dibattito parlamentare su "sviluppo ed energia" - il disegno di legge, di ben 64 articoli, che dopo dieci mesi è stato approvato definitivamente dal Senato il 9 luglio (e ora reperibile sul quotidiano della Confindustria, "Il Sole 24 ore" del 9 e 10 luglio) – che denota la completa sudditanza dello Stato italiano agli interessi dei petrolieri. Infatti, l'art. 45, concernente l'aumento delle aliquote che le compagnie petrolifere pagano "per la produzione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma" dall'attuale 7 al 10%, declina l'estensione anche a chi svolge "attività di rigassificazione attraverso impianti fissi offshore" al fine di costituire un Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate all'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, uno dei tanti strumenti di compensazione. Sennonché in sede di discussione del summenzionato articolo e dei suoi emendamenti, i deputati dell'opposizione hanno denunciato l'inadeguatezza delle royalty anche se portate dal 7 al 10%, poiché "In Libia la percentuale corrisposta è dell'85%, in Indonesia dell'83%, in Russia dell'80%, in Alaska del 60%, in Venezuela dell'85%, in Norvegia dell'80%, in Gran Bretagna del 50% così come in Canada". Una miseria, tenuto conto che in piena crisi economica equiparare le aliquote che le compagnie petrolifere devono pagare in Italia a quelle della Norvegia, permetterebbe di garantire ai suoi cittadini gran parte del welfare che lo stato scandinavo assicura ormai da decenni. Ebbene: nessuno degli emendamenti proposti è stato approvato.
Inserito da Anonimo il Dom, 26/04/2009 - 09:11
Inserito da Anonimo il Dom, 26/04/2009 - 09:08
 Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro "Gomorra". Aprite a pagina 236 e leggete:
Inserito da Anonimo il Sab, 10/01/2009 - 12:05
Diffondi:
Boicottaggio dei prodotti israeliani. Occhio al codice a barre: il 729 è made in Israel
Cominciamo con qualcosa di piccolo... ma, in questo mondo governato dal capitale, efficace: quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate. Se il codice a barre riporta, all'inizio, il numero 729 non comprateli. Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese.
Ecco una lista, incompleta, di prodotti israeliani:
AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M. CHEMICALS S.R.L. / Milano AMCOR: purificatori e condizionatori d'aria, insetticidi ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Villane CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo) CARMEL: prodotti d'esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di frutta CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour EPILADY/MEPRO: depilatori HALVA: barrette di sesamo INTEL: microprocessori e periferiche JAFFA: agrumi MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature NECA: saponi PRETZELS: snack salati della Beigel
Inserito da Anonimo il Gio, 27/11/2008 - 20:22
Data dell'evento: 03/12/2008 - 17:00Luogo: Roma - c.s.o.a. Forte Prenestino L.A.D. Libero Ateneo della Decrescita e delle culture del nuovo secolo APERTURA DELL' ANNO ANTIACCADEMICO 2008-09 PRESENTAZIONE DEI LABORATORI
PERCHE' QUESTA CRISI NON E' LA NOSTRA CRISI
La nostra lotta non e' semplicemente su “chi deve pagare”. Non ci limitiamo a chiedere più soldi: abbiamo le nostre idee su come i soldi vanno impiegati. Non accettiamo che i governi li regalino alle banche, alle industrie dell'automobile e del trasporto aereo, del cemento, del petrolio, delle armi e delle forniture militari, delle “grandi opere” inutili, dannose e costose.
Questa scuola e questa università sono legate proprio a questo modello di “sviluppo” distruttivo, oggi in crisi. A questo ci opponiamo, anche costruendo percorsi di autoformazione sui saperi ecologici e sociali che oggi trovano poco spazio in istituzioni educative ancorate a modelli gerarchici e industrialisti.
Ce n'est qu'un début!
L'Immaginifico Rettore
METODO DI DISCUSSIONE E PROGRAMMA
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