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migranti
Inserito da Anonimo il Sab, 21/02/2009 - 23:42
nella notte tra venerdi e sabato
"la croce rossa gestisce i lager per migranti", "fuoco ai cpt" sono alcune delle scritte comparse la scorsa notte sui muri di 8 sedi della Croce Rossa a Torino, Settimo, Chivasso, Pino, Chieri, Moncalieri, Nichelino e Beinasco. La sede di Moncalieri è stata anche sanzionata con una secchiata di vernice rossa.
Il tutto per denunciare ancora una volta il ruolo di questo ente nella lucrosa gestione del centro di identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi a Torino: la complicità dunque nella reclusione ed espulsione dall'Italia di centinaia di uomini e donne giunti nel nostro paese con la speranza di una vita migliore
Di seguito l'elenco dettagliato dei luoghi, per chi volesse a sua volta, di persona o per telefono, manifestare il proprio dissenso:
- CRI TORINO via Bologna 171 0112445421
- CRI SETTIMO via Leinì 70 0118003892
- CRI CHIVASSO via Gerbido 11 0119172282
- CRI CHIERI strada san Silvestro 14 0119470313
- CRI PINO via Pietra del Gallo 2 011840291
- CRI NICHELINO via D.Chiesa 10 0116801212
- CRI MONCALIERI corso Trieste 91 0116822322
- CRI BEINASCO via San Felice 1 0113499504
http://piemonte.indymedia.org/article/4212
Inserito da Anonimo il Sab, 21/02/2009 - 23:35
300 persone si sono mosse oggi in solidarietà con i migranti detenuti nel Cie di corso Brunelleschi a Torino. Migranti che nei giorni scorsi hanno messo in campo uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni infami di vita dentro la struttura, contro il sovraffollamento delle gabbie ma soprattutto galvanizzati dalla rivolta di tanti loro compagni di sventura esplosa 3 giorni fa a Lampedusa.
Il presidio ha alternato per tutto il pomeriggio musica, interventi, dirette di radio Blackout dall'interno della struttura e un sostegno rumoroso ai detenuti con battiture dei lampioni, petardi e fumogeni. Il presidio è quindi diventato corteo muovendosi lungo tutto il muro del Cie e riempendolo di scritte di solidarietà e denuncia sulla sua vera natura di galera etnica.
Al presidio, indetto dal comitato di solidarietà con Rifugiati e Migranti, ha partecipato tutto il movimento antirazzista cittadino (assenti i partiti) e una folta delegazione di rifugiati di corso Peschiera. Tra gli interventi, anche quello dell'avvocato Gian Luca Vitale dell'Asgi che ha raccontato i retroscena raccontatogli dai tunisini giunti da Lamepedusa sulle dinamiche di innesco della rivolta.
Inserito da Anonimo il Sab, 21/02/2009 - 23:09
Due Cooperative Rosse, la Sisifo e la Blu Coop, gestiscono la prigione per immigrati di Lampedusa, andata a fuoco durante la rivolta scoppiata a metà febbraio. Il consorzio che le unisce 'Lampedusa accoglienza', ha il sapore agre della feroce ironia nazista: 'il lavoro rende liberi' c'era scritto ad Auschwitz. La Lega delle Cooperative, i cui membri gestiscono anche altri CPT in Italia, fa leva per il suo marketing sui valori di solidarietà, partecipazione e mutuo appoggio patrimonio di tanta parte del movimento operaio, mentre gestisce e lucra sulla pelle di chi, spinto dal bisogno, va a caccia di un futuro migliore nel nostro paese. A Torino, in via Livorno c'è l'Ipercoop, mega supermercato di nuova generazione, dove il business imita la piazza di un paese. Un gruppo di antirazzisti venerdì 20 ha aperto due striscioni 'LegaCoop gestisce lager' e 'Non esiste lager dal volto umano', distribuendo volantini e speakerando. I responsabili della sicurezza del supermercato hanno tentato senza successo di dissuadere dall'iniziativa: tra chi entrava e usciva dal supermercato non sono mancati quelli che hanno espresso approvazione e solidarietà. All'interno dell'IperCoop è scattata una caccia al tesoro: la ricerca di migliaia di microvolantini sparsi tra le merci.
Chi volesse dire la propria ai gestori del Lager di Lampedusa può telefonare a: Sisifo (Catania) 095 43 03 65
Inserito da Anonimo il Ven, 20/02/2009 - 21:22
Da Lampedusa a Torino rivolta contro i CIE/lager
Lampedusa, luogo dolente dove le frontiere dell'odio e del razzismo elevano i loro muri, è il simbolo concreto della guerra contro i poveri che sta dilaniando l'Europa. Maroni vuole farne un enorme carcere, ma chi semina vento raccoglie tempesta: nella rivolta degli immigrati tunisini buona parte del lager è andata in fumo, bruciata dalla rabbia sorda di persone ammassate come bestie in attesa della deportazione. Ormai da settimane il fuoco stava covando sotto la cenere delle speranze perdute di chi, per conquistarsi una vita, l'aveva rischiata nel deserto e in mare.
27 ribelli di Lampedusa sono stati portati al CIE di corso Brunelleschi a Torino, ma non è bastato a spegnere la loro rivolta né a smorzare la determinazione a lottare per la libertà. Anzi. Giovedì tutti i reclusi del CIE hanno rifiutato il cibo pieno di psicofarmaci che gli rifilano i secondini della Croce Rossa. Lo sciopero della fame è continuato venerdì 20 coinvolgendo almeno metà dei reclusi, che chiedono la liberazione immediata. Un gruppo di antirazzisti e anarchici si è dato appuntamento sotto i muri del CIE. Musica, petardi, battiture e grida si sono intervallati con le testimonianze dei reclusi che raccontavano le loro storie al telefono. Storie di violenza, sopraffazione, sfruttamento e storie di resistenza.
Inserito da Anonimo il Mer, 18/02/2009 - 19:28
bello come una prigione che brucia!
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_18/lampedu...
LAMPEDUSA - Tensione a Lampedusa, con una nuova tentata rivolta degli immigrati chiusi nel Centro di identificazione ed espulsione. Nella struttura sono scoppiati violenti scontri tra immigrati e forze dell'ordine, quando alcuni tunisini hanno tentato di sfondare i cancelli per scappare. I feriti sono 24: 22 tra poliziotti e carabinieri hanno riportato contusioni o sono rimasti intossicati; due immigrati sono invece ricoverati per le esalazioni del fumo. Dopo gli stranieri hanno ammassato materassi, cuscini e arredi dando fuoco alla struttura in tre punti diversi: si è sviluppato un vasto incendio che ha causato molti danni. Il capannone centrale è stato distrutto e l'incendio ha colpito anche altri edifici. Sei le squadre in azione, oltre a un elicottero della Guardia di finanza: le fiamme sono state domate con grossi sforzi, a causa del vento.
http://roma.indymedia.org/node/8200
Inserito da Anonimo il Lun, 16/02/2009 - 20:22
14 febbraio. È da una settimana che a Porta Palazzo circola una voce insistente: la mattina del 14 febbraio Borghezio, Carossa e la Maccanti - le primedonne del nazi-leghismo torinese - dovrebbero fare una comparsata tra le bancarelle del mercato per festeggiare la quasi-legalizzazione delle ronde padane. La notizia non è affatto certa, ma gli antirazzisti si mettono comunque al lavoro: tra la gente della piazza oramai sono di casa, e di avere i leghisti tra le palle non ne vogliono proprio sapere. Chiodi, martelli, vernice… qualche nottata di lavoro frenetico e per il giorno della sfida tutto è pronto: già in mattinata, uno strano luna-park contro il pacchetto sicurezza fa mostra di sé e occupa con le sue attrazioni una bella fetta del mercato. I razzisti, di qui, non passeranno. C’è il “calcio all’alpino”, come al solito, ma anche “colpisci lo sbirr(ill)o” - un bowling con birilli in divisa -, “fionda la ronda” e, soprattutto, “spacca la faccia… alla feccia” - un tiro a segno con le facce dei potenti più odiosi del momento. I passanti si fermano, la gente si addensa, grandi e piccini vogliono colpire chi Borghezio, chi Berlusconi, chi Maroni, oppure Bossi o Carossa… il tifo è alle stelle. Proprio sul più bello in piazza compare Carossa - quello vero!.
Inserito da Anonimo il Lun, 16/02/2009 - 19:42
ROMPIAMO L’INDIFFERENZA Matalina, una ragazza di trent’anni di Pont-Saint-Martin, nell’indifferenza fredda dell’intero paese, è stata brutalmente allontanata dalle forze dell’ordine, da sua madre e i suoi fratelli e rinchiusa nel lager CPT di Torino. Matalina non ha fatto niente di male, Matalina non ha disturbato nessuno, Matalina ha una sola colpa: è straniera, della Costa d’Avorio. Sono parecchi anni che i suoi cari vivono in Italia e la ragazza voleva solo riunirsi a loro. Il suo problema è non avere un foglio di carta che le permetta di stare in questo Paese. Non sappiamo come sta Matalina in questo momento, ma sicuramente sta vivendo un incubo. Sappiamo che sono pronte le carte per rimpatriarla e per lei è l’ennesima violenza che questo Stato democratico e civile le sta infliggendo, a lei come a molti altri immigrati.
Vogliamo la liberazione immediata di Matalina! Alle persone vicine a Matalina va tutta la nostra solidarietà! Per la chiusura di tutti i luoghi di tortura!
Individualità contro la repressione
PS: cercheremo il prima possibile di tenervi aggiornati sulla situazione di Matalina
http://www.informa-azione.info/
Inserito da Anonimo il Dom, 15/02/2009 - 13:29
Arresto di un abusivo Torino, dove la crisi macina le vite e dove il ritmo quotidiano - per molti, per troppi - è segnato dal timore di essere intercettati da una pattuglia, spediti al CIE, deportati. È il 12 febbraio, una di quelle giornate che le alpi si stagliano tra le case e le strade sono spazzate da un aria tersa, azzurra, gelida. Per uno dei tanti abusivi che campano spacciando pane ai margini del mercato di Porta Palazzo, un giorno di merda: la polizia l'ha preso e se l'è portato via.
Medici non spie La serata del 12 il freddo diventa implacabile. All'ingresso delle Molinette, l'ospedale più grande del Piemonte, la gente passa in fretta, stringendosi nei cappotti, tuttavia qualcuno si ferma al punto info della FAI Torinese per dare un'occhiata alla mostra sulle nuove leggi razziste, al banchetto informativo, altri leggono il volantino, qualcuno chiede informazioni. Sono passati pochi giorni dall'approvazione in Senato del 'pacchetto sicurezza'. Se la legge sarà approvata anche dalla Camera non ci saranno più cure né medicine per i senza documenti, perché ai pazienti che non li hanno non sarà garantito l'anonimato: medici e infermieri potranno denunciarli.
Inserito da Anonimo il Mar, 10/02/2009 - 19:25
Il fazzoletto rosso è un codice, un segnale d'allarme, uno sguardo d'intesa, un aiuto insperato nel momento del pericolo.
Il fazzoletto rosso non è la testimonianza simbolica della tua avversione al razzismo dilagante. Ovvero, non è - tanto per intenderci - una di quelle centinaia di migliaia di "bandiere della pace" appese ai balconi contro la guerra, che la guerra non l'hanno minimamente disturbata, che nessuno hanno salvato dai bombardamenti.
Il fazzoletto rosso indica una retata in corso nei paraggi, e allo stesso tempo la tua disponibilità ad aiutare gli stranieri senza permesso di soggiorno a non essere fermati, controllati, arrestati, rinchiusi in un Centro per essere identificati e infine espulsi.
Ma il fazzoletto rosso è anche qualcosa di più. Il fazzoletto rosso è un sogno. Il sogno di un quartiere solidale con tutti i suoi abitanti, il sogno di di una città in cui nessuno, nato qui o altrove, si debba mai più nascondere perché si sente inseguito, braccato, cacciato.
Vista il sito del fazzoletto rosso: http://www.autistici.org/fazzolettorosso/
lì troverai le locandine da scaricare, il libretto di istruzioni del fazzoletto rosso, il materiale in italiano, rumeno, francese, inglese e arabo. Diffondilo.
Le istruzioni del fazzoletto rosso:
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