migranti

14 novembre Day of action - Bologna, Pordenone, Torino, Parma...

Questo è un primo elenco di iniziative in occasione del Day of Action promosso dall'IFA (internazionale di federazioni anarchiche) per il 14 novembre contro i CIE.

In italia la mobilitazione è più generale contro le politiche razziste.



Day of action | presidio 15 novembre a Parma

Data dell'evento: 
15/11/2009 - 10:00
Luogo: 
Piazzale Matteotti Parma

Presidio contro i C.I.E (Centri di Identificazione ed Espulsione, ex-CPT)
e il Pacchetto Sicurezza

Un’Europa di muri e di gabbie.

Muri per fermare profughi
e migranti, gabbie per rinchiuderli.

È tempo di rompere il silenzio

Se non
ora, quando? Se non io, chi?

Una giornata d’azione coordinata per dare una
risposta contro le nuove norme razziali, le mistificazioni securitarie e la
militarizzazione dei territori.

Per la creazione di una rete solidale, capace
di opporsi alla guerra tra poveri che, dall’alto, si cerca di costruire.

DOMENICA 15 NOVEMBRE
DALLE ORE 10  PIAZZALE MATTEOTTI  PARMA

Il Day of
Action è indetto dall’IFA-  
l’Internazionale di Federazioni Anarchiche

cell.333 8277726       email: atelibparma@hotmail.com

                                                                                                                               
gruppo anarchico A.Cieri / Fai Parma

per adesioni   atelibparma@hotmail.com

14 novembre Day of action - Giornata internazionale contro i centri di detenzione per immigrati

14 novembre
Day of action - Giornata internazionale contro i centri di detenzione per immigrati (CIE) e il Pacchetto Sicurezza

Un’Europa di muri e di gabbie. Muri per fermare profughi e migranti, gabbie per rinchiuderli.
L’ultimo anno è stato terribile. Alle frontiere d’Europa si combatte ogni giorno. E, ogni giorno, qualcuno muore. Nelle intercapedini dei Tir, nelle gallerie ferroviarie e nei mari, dove le onde sono più pietose di militari e trafficanti d’uomini.

Il meccanismo è semplice e atroce. In ultima analisi lo stesso dei nazisti. La selezione avviene nei paesi d’origine: solo i più giovani, i più forti, quelli in grado di attraversare il deserto, lavorare come bestie per pagare il viaggio, reggere la traversata, arrivano. Poi ci penserà il mercato a scegliere quelli più flessibili, utili, obbedienti, adattabili.

In Italia chi non ha un contratto di lavoro non ha il diritto a risiedere legalmente nel nostro paese. Il lavoro che “rende liberi” ricatta la vita dei lavoratori immigrati, obbligandoli a chinare la testa.
Chi ha le “carte” teme di perderle, chi non le ha rischia ogni giorno l’espulsione.

Così cantieri, fabbriche, campi, case si sono riempiti di gente di ogni dove che lavora come in Europa non si lavorava più: sono i braccianti schiavi, gli operai senza tutele, i badanti senza orario…

E per quelli che non possono o non vogliono stare alle regole, o, semplicemente “sono di troppo” ecco la galera amministrativa e poi la deportazione. Un meccanismo ben oliato, che si regge e alimenta con le continue campagne xenofobe, che attraversano ogni angolo d’Europa.

CONTRO I CIE, TIFIAMO RIVOLTA

In questi ultimi mesi decine di rivolte nei CIE di tutta Italia: Ponte Gleria, via Corelli, Gradisca, Bologna, Torino hanno dato l'unica risposta possibile ai lager per migranti e alle nuove infami disposizioni del pachetto di sicurezza.

Scioperi della fame ed evasioni si sono susseguiti e sono stati repressi nel sangue da guardie e da secondini della famigerata Croce Rossa: i furibondi pestaggi di Gradisca sono stati filmati con mezzi di fortuna e le immagini sono a disposizione di chiunque non si
voglia tappare occhi orecchie e bocca.

Oltre ad essere luoghi di reclusione e teatro di pestaggi, ricatti e umiliazioni, i centri Spesso nascondono storie tremende di molestie e violenze sessuale. Spogliati di tutto, nuda vita, i prigionieri sono corpi reclusi dei quali i guardiani ritengono sia naturale servirsi a proprio piacimento. Sentenze di trubunale ed espulsioni completano il quadro, ma si è verificato un fatto nuovo: i migranti non sono più soli, la solidarietà con le loro rivolte si sta estendendo un pò dovunque e la loro voce comincia a filtrare.

E' un urlo che parla di libertà e rabbia al quale non è possibile non unirsi con tutti i mezzi possibili.

Qui, dal CIE di Elmas, il lager all'interno dell'aereoporto militare, non arrivano voci e non sappiamo se e quanti reclusi ci siano. Questo silenzio sinistro non ci rassicura affatto. Nell'ultimo anno ci sono state due rivolte che hanno messo a dura prova la galera di Elmas. Per la Prima volta grazie a questi atti estremi compiuti dai migranti rinchiusi il problema del CIE di Elmas è uscito sulle prime pagine dei giornali.

MA PERCHE' IL SUD NON SI INCAZZA? PROVOAZIONE

http://www.anarchaos.it/?p=1647

Le immagini di Messina sono terrificanti, quelle dell’Aquila non le abbiamo ancora dimenticate. Ma che fine ha fatto nell’Italia meridionale il movimento anarchico? Che fine ha fatto il movimento rivoluzionario? Perché il sud non si incazza?

La classe dominante da ormai 15 anni ha delegato il ruolo di protagonista nel teatrino della politica a un uomo del nord (Berlusconi – ’sto stronzo!) che ha fatto dell’alleanza con il partito del nord (la Lega Nord – ’ste merde!) l’asse portante del suo potere. Il sud è stato umiliato, sottomesso, stuprato, saccheggiato, dimenticato… anche dai “compagni”.

Sono le 19 e 30 del 11 ottobre 2009 e mi faccio una passeggiata sul web anarchico, una piccola statistica…

- www.anarchaos.it home page: sezione comunicati, 2 su 15 riguardano il sud (in realtà Napoli sarebbe centro-sud geograficamente…), 1/15 il centro (in realtà Pisa sarebbe centro-nord geograficamente), un paio non sono collocabili, le altre riguardano tutte il nord di questo lurido Stato!

- www.informa-azione.info home page: 4 notizie  su 25 vengono dal sud, le altre la metà sono estere e l’altra metà viene dal nord di questo Stato del cazzo!

Torino. I “portoghesi” del tram 4

Torino. I “portoghesi” del tram 4




Un viaggio in tram a Torino ormai da anni rischia di trasformarsi in una
brutta avventura per tanti di quelli che ci viaggiano.
Controllori/sceriffi spesso accompagnati da vigili e poliziotti provano a
fare cassa sulle spalle della povera gente e vanno a caccia di immigrati
senza carte.
Negli ultimi tempi hanno preso di mira il tram 4.
Mercoledì pomeriggio un gruppo di antirazzisti sono saliti su numerosi
tram della linea 4: qualcuno distribuiva volantini mentre altri, con un
piccolo megafono, parlavano con i viaggiatori. Tanti, tantissimi gli
immigrati e gli italiani. Molti hanno apprezzato l’iniziativa, raccontando
a loro volta le proprie storie.

Di seguito il volantino distribuito per l’occasione.

La linea degli scrocconi. Così l’ha chiamata qualche giorno fa “La
Stampa”, la “busiarda – bugiarda” come la chiamano da sempre i torinesi.
Con il 4 si va dalla Falchera a Mirafiori, passando per Barriera e Porta
Palazzo. Chi ci va, stretto stretto con le borse della spesa in mano, di
solito conta il centesimo per arrivare alla fine del mese. Pensionati,
lavoratori, studenti, tutta gente che il biglietto a volte non ce la fa a
pagarlo, perché la crisi – dicono che sta passando ma nessuno se ne
accorge – morde la vita di tanti. Di troppi. E, come sempre, quando molti
tengono la testa bassa, la crisi dei padroni la paga chi lavora, magari in
nero, magari rischiando la vita e la salute. Si sono spesi miliardi per le
Olimpiadi: i soliti noti – amici e compari di chi governa - hanno mangiato
e digerito già da un pezzo la loro fetta di torta. C’è bisogno di fare
cassa ed ecco frotte di controllori sui tram, così i buchi di bilancio li

Prato, 1 euro al giorno per risiedere nei campi rom

Prato, 1 euro al giorno per risiedere nei campi rom

Un nuovo provvedimento del comune toscano farà in modo che i nomadi debbano quotidianamente pagare per la permanenza in loco

07 ottobre, 2009
 
 Parole Chiave
Prato Nomadi Rom 

Il comune di Prato ha disposto che i residenti maggiorenni dei campi rom dovranno versare un contributo quotidiano per la permanenza in loco. La giunta di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Cenni, ha infatti raccolto la richiesta di "maggiore responsabilizzazione di chi risiede nei campi" avanzata dalla commissione consiliare sulle politiche sociali. Il provvedimento è destinato a suscitare polemiche.

Puglia, pestato perché nigeriano

L'aggressione nella notte tra sabato e domenica a Lucera, nel Foggiano
Il giovane extracomunitario è stato picchiato, insultato e derubato
Puglia, pestato perché nigeriano
arrestati due pregiudicati italiani
ROMA - Lo hanno picchiato perché ha la pelle più scura, gli hanno sputato addosso e gli hanno rubato il cellulare. Vittima dell'aggressione, avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel centro di Lucera, nel Foggiano, è un giovane nigeriano di 21 anni. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, a colpirlo più e più volte sono stati duei noti pregiudicati.
I due, visto l'uomo di colore fermo da solo a una fermata bus di piazza del Popolo, si sono avvicinati e dopo averlo insultato con sputi e offese a sfondo razziale l'hanno malmenato con calci e pugni, tentando anche di sottrargli il cellulare. L'extracomunitario, dopo una debole difesa, è riuscito a divincolarsi e a scappare aiutato da un cittadino che successivamente, visto che perdeva molto sangue, l'ha accompagnato in ospedale.
uno degli aggressori, che durante la colluttazione aveva riportato alcune ferite dovute alla veemenza dei colpi inferti all'extracomunitario, è andato al pronto soccorso cittadino. In breve i due pregiudicati sono stati arrestati per lesioni personali volontarie aggravate dall'aver commesso il fatto per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale. Dopo le formalità di rito sono stati portati in carcere.
Il giovane nigeriano è stato giudicato guaribile in dieci giorni ed è stato accompagnato alla caserma di via San Domenico, dove è stato sentito insieme ai testimoni per ricostruire dettagliatamente la vicenda.

[BS] Il dispositivo totalitario, ovvero sul razzismo delle liberaldemocrazie

Data dell'evento: 
02/10/2009 - 19:30
Luogo: 
Brescia

L’incontro-dibattito con Lorenzo Bernini (ricercatore in filosofia politica) si terrà venerdì 2 ottobre alle ore 19:30 presso il circolo anarchico “Ettore Bonometti”, in contrada del Carmine, vicolo Borgondio n 6 (BS).

A seguire rinfresco per autofinanziamento

Sabato 3 ottobre presidio al CIE di Gradisca: fermiamo il massacro!

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Trieste: Sabato 3 ottobre presidio al CIE di Gradisca: fermiamo il massacro!

Date Wed, 30 Sep 2009 20:50:07 +0200




Sabato 3 ottobre presidio al CIE di Gradisca: fermiamo il massacro!
Tra le giornate di lunedì 21 e martedì 22 un nuovo tentativo di fuga
di massa dal CIE si è trasformato nell'ennesimo pestaggio degli
immigrati detenuti.
Per vedere il video girato dai reclusi:
http://www.youtube.com/watch?v=YxAi65bgheA
In solidarietà agli immigrati prigionieri, contro i CIE e contro tutte
le leggi razziste varie realtà antirazziste (sinistra critica,
anarchici, pacifisti ecc.) hanno
indetto un presidio di fronte al CIE per sabato 3 ottobre dalle ore 16.
Il silenzio è complicità..spargete la notizia e partecipate.
Per aggiornamenti sul CIE di gradisca e le lotte negli altri CIE
http://nordest.indy.ortiche.net/
www.italy.indymedia.org