![]() |
![]() |
![]() |
|
||
carcere e repressioneCile - Muore Marcelo Rojas per edema polmonare causato dai carabinerosInserito da Anonimo il Lun, 29/09/2008 - 19:08da: http://www.informa-azione.info/ fonte: Productora de Comunicación Social Lunedì, 29 settembre 2008 Lo scorso 11 settembre, verso la mezzanotte, Marcelo Antonio González Rojas ha subito un assalto da parte degli sbirri, che lo hanno pestato brutalmente, mentre partecipava alle barricate erette nella zona di Santa Rosa. Cinque sbirri sono scesi dal cellulare ed all'angolo tra José Santos González Vera e Santa Rosa lo hanno gettato a terra e lo hanno pestato con pugni e calci, poi l'hanno fatto salire sul mezzo. Marcelo soffriva di schizofrenia paranoide e non ha smesso di colpire la porta del veicolo. Allora, dopo qualche isolato, gli sbirri l'hanno fatto scendere e sono tornati a massacrarlo di botte. Poi l'hanno lasciato steso per terra e se ne sono andati. Marcelo aveva ematomi su tutta la faccia e sul resto del corpo, ed in particolare un grande ematoma al livello del polmone sinistro e dei tagli sulla testa. La mattina del 18 settembre Marcelo è stato trovato morto sul suo letto. Gli sbirri della BICRIM hanno detto che è stato il risultato di un sovradosaggio di farmaci, sulla base della presenza dei medicamenti che Marcelo doveva prendere per la sua malattia cronica. Ma l'autopsia sostiene un'altra cosa: la morte di Marcelo è stata causata da un edema polmonare, per via dei colpi ricevuti. Marcelo era alto 1,80 m. e pesava più di 100 chili, per questo ha resistito tanti giorni. Ma uccidere Marcelo è stato come uccidere un bambino, perché la sua età mentale era di 12 anni. NON SI CONOSCONO I NOMI DEGLI SBIRRI RESPONSABILI Argentina - Freddy e Marcelo condannati a 3 anni e 6 mesiInserito da Anonimo il Lun, 29/09/2008 - 19:05I giudici argentini hanno accettato le richieste di condanna del procuratore. Lunedì 29 settembre 2008 fonte: Iván Fredes, El Mercurio Online ZAPALA (Argentina).- In un'udienza che è durata solo 25 minuti si è svolto il processo abbreviato contro i due ex-lautaristi Marcelo Villarroel e Freddy Fuentevilla, accusati in Argentina di porto illegale di armi da guerra, mentre in Cile devono affrontare il processo per la morte dell'ufficiale Luis Moyano. » Torino - una giornata in cittàInserito da Anonimo il Sab, 27/09/2008 - 10:33Urla La solita tabaccaia [Ra] Presidio in solidarietà dei 2 giovani denunciati per le scritte anarchicheInserito da Anonimo il Lun, 22/09/2008 - 22:09Data dell'evento: 26/09/2008 - 16:00Luogo: RavennaLa ReteAntiFascista di Ravenna convoca un presidio per manifestare appoggio e solidarietà ai due giovani studenti denunciati per alcune scritte sui muri della città. Contro la criminalizzazione dei due giovani anrchici e in loro solidarietà. :::: Presidio davanti alla sede provinciale della polizia municipale :::: rafravenna[at]interfree.it » Noi non abbiamo pauraInserito da Anonimo il Dom, 21/09/2008 - 10:44La senti? Quella stretta che sale dallo stomaco fino a chiudere le vene nel <Francia> Cattive intenzioni (dossier di stampa e testi pubblici)Inserito da magnificat il Sab, 14/06/2008 - 10:53Lo strumento “antiterrorista” e il “movimento anarco-autonomo” Questo opuscolo è una raccolta di testi pubblici che sono usciti sugli arresti che han- conTaTTo: anarchici o struzzi?...o peggio ancora controllati? - Controllo mentaleInserito da Anonimo il Lun, 10/03/2008 - 16:35Rauni Kilde MD (general practice/public health,tropical medicine and health administration) Commenti di Eleanor White: la Dr Rauni Kilde, Capo dell’Ufficio Medico in Lapland (Finlandia del Nord) in passato, è una dei più valorosi difensori professionali. A lei è stato data un’assegnazione da CAHRA per la sua comparsa su un attuale impegnato video della Transmedia Productions a Londra, Inghilterra. Vedere il testo dell’assegnata targa su: awardlst.htm. LA CRIMINALITà DEL POTEREInserito da piccola incendiaria il Dom, 13/01/2008 - 11:12Ricordare le stragi di stato, la strategia della tensione, l'assassinio di Giuseppe Pinelli non significa abbandonarsi a un vuoto rituale della commemorazione. Perché a trentotto anni di distanza, le strategie di chi detiene il potere per intimidire e impedire ogni tentativo di cambiamento a favore delle classi più deboli non sono mutate poi molto. Il 12 dicembre 1969 l'attentato dinamitardo alla Banca dell'agricoltura di Piazza Fontana a Milano sancì l'inizio della strategia della tensione accompagnata da una stagione di lutti e sofferenze in cui lo Stato operò scientificamente per stroncare la vitalità di un'opposizione sociale che, attraverso una sempre maggiore coscienza di classe, portava alle crescenti mobilitazioni di lavoratori e studenti radicalizzando il conflitto in direzione di un profondo miglioramento delle condizioni di vita di tutte e tutti. Gli apparati repressivi, seguendo un copione consolidato, cercarono da subito di scaricare le proprie responsabilità sugli anarchici, e il primo a pagarne le conseguenze fu il compagno Giuseppe Pinelli, scaraventato da una finestra della questura di Milano, durante un lungo ed estenuante interrogatorio svoltosi nell'ufficio del commissario Luigi Calabresi. La rivolta non si processaInserito da Anonimo il Lun, 03/12/2007 - 20:38CHI DEVASTA E SACCHEGGIA SONO LO STATO E IL CAPITALE. Il processo di primo grado per i fatti accaduti durante le mobilitazione contro il vertice G8 a Genova nel 2001 si sta avviando alla conclusione. Le condanne per i 25 imputati richieste dai PM Canepa e Canciani fanno rabbrividire e non lasciano dubbi sulla volontà dello stato di criminalizzare le lotte sociali e ridurre ai minimi termini gli spazi di agibilità politica ai movimenti di opposizione sociale. Complessivamente gli anni richiesti dagli zelanti democratici inquisitori ammontano alla astronomica cifra di 225 anni di pena. Ispirati dal modello pedagogico secondo cui bisogna educarne 25 per colpirne 300.000, i promettenti forcaioli asseriscono con tono paternalistico che non si tratta di pene esemplari bensì severe poiché fatti della stessa specie non debbano mai più ripetersi. Tali affermazioni contengono un chiaro messaggio: punire severamente tutti coloro che decidendo di non asservirsi all’oppressivo sistema sociale rappresentano un potenziale pericolo per l’ordine costituito. Ma il controllo della coscienza collettiva non è una prerogativa solo degli organi inquisitoriali ma anche e soprattutto dell’apparato mediatico, in sinergia con l’apparato giudiziario che si occupa di spaventare ”gli animi umani”. I processi vengono celebrati a mezzo stampa, le prime pagine dei giornali si riempiono di diffamazioni e calunnie nei confronti dei soggetti colpiti dalla repressione. |
||
Commenti recenti
43 settimane 6 giorni fa
44 settimane 17 ore fa
44 settimane 1 giorno fa
44 settimane 1 giorno fa
44 settimane 1 giorno fa
44 settimane 1 giorno fa
44 settimane 4 giorni fa
44 settimane 4 giorni fa
44 settimane 4 giorni fa
44 settimane 4 giorni fa