carcere e repressione

radiocane: aggiornamenti da Trento e Firenze

Sgomberato l'Assillo occupato a Trento. Uno degli occupanti ci racconta la
bella giornata di risposta

Annunci di autunno caldo da Firenze: assemblee, cortei, occupazioni. Non
tutto però non sembra promettere bene. Ne parliamo con daniele, studente
universitario a Firenze

i contributi sono disponibili sulla homepage

www.radiocane.info

Esce "la Bella" n° 19 . Bollettino di comunicazione e sostegno ai prigionieri in lotta

in allegato la bella n° 19 bollettino di comunicazione e sostegno ai prigionieri in lotta.

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http://www.informa-azione.info/

Pistoia - Fatti di Pistoia, confermati gli arresti

Ieri mattina -14.10- sono stati confermati gli arresti per i tre compagni sequestrati dalla questura di Pistoia.

Alessandro ed Elisabetta sono ai domiciliari, mentre l'altro Alessandro è ancora recluso nel carcere Santa Caterina di Pistoia.

Per scrivere ad Ale:

Alessandro della Malva - c/o Carcere di Pistoia Via dei Macelli 13
Tel. 0573 975111 fax 0573 22718 - e-mail: cc.pistoia@giustizia.it

http://www.informa-azione.info/fatti_di_pistoia_confermati_gli_arresti

Agli amanti della libertà - Su avvisi orali e sorveglianza speciale a Genova

“Non si può fare alcuna assegnazione sul ravvedimento dei confinati politici”
Buzzi, ispettore del ministero dell’Interno, 1934

Ergastolo ostativo

Luogo: 
Italia
 
 

“Urla dal Silenzio”
Il blog degli ergastolani ostativi

Grecia. Immigrato ucciso di botte dalla polizia… e dalle leggi razziste

Botte e torture in commissariato, muore pochi giorni dopo il rilascio

Era la notte del 26 settembre. Quindici poliziotti fanno irruzione nella casa di un immigrato pachistano nel sobborgo di Nikaia. Mohammad Atif Kamran era sospettato di aver picchiato un bambino. I vicini di casa raccontano di aver assistito ad una scena terribile. Il giovane è stato trascinato per i piedi giù dalle scale e la sua testa ha picchiato su tutti gli scalini. La locale stazione di polizia è diventata la sua camera di tortura. Legato mani e piedi è stato picchiato selvaggiamente e sottoposto a scariche elettriche per due giorni. Il secondo giorno l’uomo che aveva inizialmente accusato Kamran ha dichiarato di non riconoscerlo, sostenendo che la polizia aveva arrestato la persona sbagliata. La famiglia e i vicini di Mohammad, pur sapendo delle torture, non hanno osato portarlo in ospedale, perché Kamran era senza documenti. La legge nega ai “clandestini” l’accesso alle cure mediche.

Il 9 ottobre il ragazzo è morto.

Il 10 ottobre centinaia di manifestanti hanno marciato verso il commissariato di Nikaia ad Atene, accusando di omicidio la polizia.

Mohammad Atif Kamran è la prima vittima della Grecia socialista. Ucciso dalla polizia e dalle leggi che rendono illegale un uomo senza carte. Nell’Europa dei muri e delle gabbie un episodio normale, quasi banale. La banalità del male.

Chi volesse dire la propria alle autorità greche può scrivere o telefonare a quest’indirizzo:

Via Antonio Stoppani 10, 00197, Roma

Numero di telefono/fax : tel. 06/8082030, Fax: 06/8081114

e-mail: grcon.rom@mfa.gr

http://emiliaromagna.indymedia.org/node/6925

Alessandria: risposta alle accuse del Comune su corteo 10/10

"CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA!!!"

 

Così  potremmo auspicare alla giunta di centro-destra attualmente in carica al Comune di Alessandria.

Apprendiamo infatti dall'articolo del quotidiano "La Stampa" del giorno 13 ottobre 2009 - "Atti teppistici

al corteo degli anarchici" - che il Comune ci accusa di ..."comportamenti e atti vandalici, come quella di avere bloccato

la circolazione in corso Crimea, imbrattato con scritte i muri di via Treviso, applicato striscioni sul monumento ai

Amadeu Casellas

Amadeu Casellas Ramòn è un detenuto carcerato da ormai più di 25 anni, accusato di decine di rapine, destinate ad apppogiare e finanziare lotte operaie in Catalugna alla fine degli anni '70; mai condannato, ne accusato per delitti di sangue, continua sequestrato.
Amadeu è sempre stao una persona attiva, partecipando, tanto nella strada come in carcere alla lotta contro il sistema, prima durante il regime franchista e e adessocontro quello democratico.
Quando aveva quattordici anni, nel 1973 e lavorava in una fabrica, scopriva il pensiero anarchico, credeva nella lotta armata e nella rivoluzione, imprenscindibili, per cambiare le cose.
Nel 1976 rapina la Banca Mercantile di Manresa (Catalugna); durante i due anni e mezzo successivi rapinerà più di cinquanta banche.
Nel 1979 ingressa in prigione, viene accolto con un brutale pestaggio.
Durante tutti gli anni di detenzione trascorsi, Amadeu, ha realizzato una infinità di scioperi delle braccia incrociate, della fame, della sete, si è cucito la bocca e ha denunciato costantemente gli alti prezzi dei prodotti di consumo in carcere o le irregolarità e lo sfruttamento del lavoro penitenziario, la falsificazione di analisi mediche e di informes penitenciarios, ha gridato contro gli abusi subiti dai carcerati e inflitti dall'istituzione carceraria tutta. Questo, gli è costato molti anni di isolamento (primer grado) e continui trasferimenti da prigione a prigione, con l'unico scopo di tappargli la bocca e fargli abandonare la lotta.
Lo scorso anno e solo dopo uno sciopero della fame mantenuto durante 76 giorni, Amadeu ottiene il compromesso dell'istituzione penitenziaria (Delegacio General de Istituciò Penitenciaria) a concedergli i permessi necessari per ottenere la semi-libertà (tercer grado) prima e la libertà condizionata poi.

blitz alla Sodexo in solidarietà coi processati di Corelli

Stamattina un gruppo di antirazzisti ha fatto una protesta in una filiale della Sodexo, società di ristorazione che fornisce i pasti al CIE di via Corelli a Milano, in solidarietà con i 14 imputati del processo per la rivolta del 13 agosto (che oggi erano in tribunale per la sentenza) e per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione. I compagni si sono recati negli uffici siti a Rivoli (Torino) in via Tagliamento 9 quarto piano (il tel dovrebbe essere 01195047301), all'interno di un centro commerciale, hanno megafonato e parlato con i dipendenti lasciando sul pavimento centinaia di bigliettini contro i CIE.

i pochi dipendenti presenti sono stati scossi dal loro torpore: per lo più han detto che non sapevano che la loro ditta si arricchisce fornendo i pasti anche al CIE di Milano, allora è stato detto loro di informarsi sulle attività di cui sono complici e di chiedersi se ne vale la pena, sia come lavoratori Sodexo sia come persone

il capetto coi baffi ha detto che loro però fanno anche tanta beneficenza (!)

alla fine è stato ribadito che la pressione su Sodexo andrà avanti finchè non rinuncerà alla collaborazione col sistema CIE

sotto trovate l'indirizzo della sede nazionale Sodexo, comunque ne hanno parecchie altre

si ricorda nuovamente che questa ditta gestisce anche la mensa del Politecnico di Torino

Sodexo Italia Spa
Tel.: 02 69 68 4.1
Fax: 02 69 68 43 72
Via Fratelli Gracchi 36
20092 Cinisello Balsamo (MI)

http://piemonte.indymedia.org/article/5989

Lettera dal lager di Ponte Galeria…

Lettera dal lager di Ponte Galeria…