Tre compagni sono stati denunciati a seguito del corteo del 10 ottobre organizzato in Alessandria
per opporsi al pacchetto sicurezza.
Le accuse, tradotte dal contorto lessico dei tribunali all' italiano corrente, sono di aver scritto sui
muri.
Le scritte durante il corteo, tante o poche, ci sono state. Non sappiamo se fatte dagli accusati o no
ma, anche se i compagni risultassero oggettivamente colpevoli, a loro va la nostra piena solidarietà.
Quella di scrivere sui muri è una pratica comunicativa vecchia come la storia d' Italia e, tutto
sommato, siamo già fortunati ad avere case e muri perchè, laddove viene esportata la democrazia
che tanto piace alla giunta alessandrina del PdL, nessuno scrive sui muri...i muri non ci sono più...
spazzati via da artiglieria, F16, F35, fosforo,...
Va inoltre ricordato che si manifestava contro il pacchetto sicurezza nel suo insieme, sia quando
colpisce in modo disumano i migranti, sia quando inasprisce brutalmente le pene contro tutti coloro
che non si limitano a virtualmente ma propongono e costruiscono percorsi di lotta e di
mobilitazione dal basso senza aspettare o cercare il benestare, diretto od indiretto, di partiti,
istituzioni o sindacati confederali.
Una delle pene inasprite (fino a tre anni di reclusione!) è proprio prevista per chi usa i muri per
comunicare.
Noi quindi, consideriamo il gesto di scrivere sui muri, un innocuo atto di ribellione non violenta
contro una legge fascista, razzista e disumana.
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