antimilitarismo

Una proposta contro la militarizzazione de L'Aquila

CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DEI CAMPI DE L’AQUILA.

UNA PROPOSTA


Durante il campeggio antimilitarista a Trento è emersa la proposta, per il 10 o 11 luglio (a seconda delle disponibilità dei compagni), di organizzare delle iniziative nella varie città contro la militarizzazione dei territori e in particolare contro il ruolo della Protezione Civile nella gestione concentrazionaria dei campi de L’Aquila. La questione de L’Aquila è davvero emblematica di come la condizione di sfollati di guerra possa varcare le frontiere della democrazia e di come le “emergenze” siano un’ottima occasione per assuefare la popolazione alla presenza dell’esercito. I terremotati sono infantilizzati e resi passivi per impedire ogni forma di autorganizzazione, ma già si vedono i primi segni di insofferenza e di rabbia. Spezzare il silenzio su questa ignobile situazione ci sembra una forma di solidarietà. Starà ai compagni nelle varie realtà collegare questa solidarietà con le lotte che stanno portando avanti.

Sul blog di “Rompere le righe” (romperelerighe.noblogs.org) potete trovare una prima selezione di testi e testimonianze da L’Aquila.

 

Uscito "A chi sente il ticchettio", gli atti del convegno antimilitarista del 2 maggio a Trento

A chi sente il ticchettio

Materiali dal convegno antimilitarista di Trento

(2 maggio 2009)

 

 

[TN] resoconto campeggio antimilitarista

Dal 25 al 28 giugno si è svolto, a Trento, il primo campeggio antimilitarista contro la base militare di Mattarello.

Ne tracciamo un resoconto per trarre in seguito alcuni spunti per il proseguo della lotta.

Pianezza - To -. Scritte alla FATA che fa affari con L’Iran

Italia/Iran. Buoni affari, cattive coscienze

“FATA complice degli assassini in Iran”: questa scritta campeggia sul muro dello stabilimento FATA di Pianezza. Sulle cancellate nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio hanno fatto la loro comparsa anche due striscioni, in italiano e in persiano. Vi si legge “Solidali con la rivolta in Iran” e, in persiano, “Ali Khamenei = Pinochet”, “Regime dittatoriale”, “Solidarietà al popolo iraniano”. Sotto una grande A cerchiata “libertà” in persiano.
Nel pomeriggio in via Po si era tenuto un punto info solidale organizzato dalla FAI torinese.

Un fotografo di passaggio ha fatto qualche scatto. Li trovate di seguito.

Scritta alla FATA
Scritta alla FATA

La FATA, sin dal 2003, ha forti interessi in Iran, dove sta realizzando un impianto di oltre 300 milioni di euro per la produzione di alluminio primario a Bandar Abbas, nel sud del paese. A Teheran ha persino aperto un ufficio, per gestire direttamente i propri affari.

 

Trento - Guerra alla guerra-anarchici sui binari con cordini d'acciaio

fonte ladige.it

I dividendi delle guerre

I dividendi delle guerre che hanno aperto il XXI secolo (in particolare Afghanistan, Iraq e «guerra al terrore») stanno progressivamente distribuendosi tra le imprese militari e high-tech dei Paesi che quelle guerre hanno promosso o appoggiato. Paradossalmente, si stanno distribuendo anche sui complessi militari-industriali di alcuni Paesi che quelle guerre hanno in modo più o meno esplicito avversate.
In questi ultimi anni significative tendenze al rialzo mostrano sia le spese globali per la Difesa (nel 2008, dati Sipri, circa 1.500 miliardi di dollari e nel 2007 1.339 miliardi di dollari, con un incremento reale del 45% tra 2007 e 1998), sia le esportazioni effettive (che hanno raggiunto i 65 miliardi di dollari nel 2007 e sfonderanno probabilmente il tetto dei 70 miliardi quando saranno disponibili i dati completi del 2008).
Tra quelli messi in moto dall'effetto-guerre, in particolare dal tipo di guerre combattute, possiamo identificare cinque cicli principali, relativi sia alla produzione di armamenti che all'esportazione: un ciclo prevalentemente relativo alle potenze che hanno promosso i conflitti; un ciclo relativo alle potenze che ne sono rimaste fuori; un ciclo dei trasferimenti ai mercati di secondo livello; un ciclo delle armi civili; un ciclo dell'illegale derivato dai precedenti.

[Vicenza] soldati Usa con maschere antigas

soldatiusa.jpg

Soldati americani che si allenano per le vie di Vicenza indossando sul volto una maschera anti gas. E' la denuncia del comitato No Dal Molin, che in una nota ironizza: «L'aria di Vicenza è tra le più inquinate d'Italia, ma nessuno ha informato i vicentini che è necessario uscire indossando una maschera antigas; anche perché, come ci ricordano frequentemente gli ipocriti dirigenti della Lega Nord prendendosela con le donne che indossano il velo, la legge italiana fa divieto di circolare a viso coperto».

Un divieto che, «ancora una volta, non vale per i soldati statunitensi» che corrono per le strade della città indossando la maschera antigas. Secondo il No Da Molin le maschere potrebbero essere parte di una esercitazione alla fuga «in caso di incidente a uno dei loro depositi Nbc (Nucleare, Biologico, Chimico) previsti al Dal Molin? Il colonnello Maggian potrà testimoniare che l'errore è del Parlamento italiano che, nel disporre la normativa, ha dimenticato di redigere una traduzione in inglese. Come si suol dire: fatta la legge, trovato l'inganno».

«Fuori da ogni ironia, sono ormai all'ordine del giorno gli affronti dell'esercito statunitense alla comunità vicentina. Questa città - concludono - non è un campo d'addestramento e il sindaco deve pretendere che la quotidianità dei vicentini sia rispettata». Intanto, per il 4 luglio è prevista a Vicenza una grande manifestazione contro la base Usa.

[BN] Processo per Vilipendio a monte

Venerdì 5 giugno 2009 si è tenuta presso il tribunale di Benevento la terza (ed ultima) udienza del processo che vedeva cinque compagni anarchici imputati per il reato di Vilipendio delle forze armate, dopo che il 4 Novembre del 2006 (giornata delle Forze Armate) si resero protagonisti di
un’iniziativa antimilitarista in via vittime di Nassirya, e furono trascinati in caserma dalla sbirraglia.
Il giudice ha accolto la questione sollevata dalla difesa, e cioè il vizio di forma nel procedimento dovuto all’assenza dell’autorizzazione a procedere alle indagini (necessaria per questo tipo di reato) del Ministero di grazia e giustizia.
“In nome del popolo italiano” il processo è andato a monte.

Contro la guerra, chi la produce e chi la combatte.
Per la Rivoluzione Sociale

Gruppo Anarchico “Senza Patria”, Benevento
http://gaa.noblogs.org

[TN] Dal 25 al 28 giugno CAMPEGGIO ANTIMILITARISTA CONTRO LA BASE MILITARE DI MATTARELLO

Data dell'evento: 
28/06/2009 - 18:00
Luogo: 
Trento

Dal 25 al 28 giugno
nei dintorni di Trento

La lotta contro la base militare di Mattarello è ancora aperta. La via istituzionale non ha fermato i lavori preliminari. Solo l’azione diretta dal basso può impedire questo progetto di guerra. La guerra ha bisogno di uomini, di armamenti, di laboratori, di basi, di soldi, di terre, ma soprattutto ha bisogno della nostra complice passività.
Disertarne i richiami è necessario. Sabotarne gli ingranaggi è possibile.

Giovedì 25 giugno
ore 18,00
presentazione del campeggio
ore 21,00
presentazione del libro Delta in rivolta. Pirateria e guerriglia contro le multinazionali del petrolio, con proiezione del film-documentario Delta oil's dirty business

Venerdì 26 giugno
ore 21,00
presentazione degli atti del convegno antimilitarista del 2 maggio a Trento e confronto tra varie esperienze di lotta contro la guerra (Novara, Sardegna, Vicenza, Germania, ex Jugoslavia…)
a seguire “…e correre, via!, che credano che siamo in molti”, musica e letture da La vita vera di A. Zangrandi: le donne, la guerra e la Resistenza

Sabato 27 giugno
ore 21,00, piazza Duomo a Trento
mostra e interventi contro la base di Mattarello
a seguire musica dal vivo

Domenica 28 giugno
ore 16,00
assemblea conclusiva

Nelle serate banchetti di materiale antimilitarista e proiezione di video.

Per tutta la durata del campeggio sarà garantita la cena.
Porta tenda, sacco a pelo e piatto.
Lascia a casa il cane.

Per informazioni:
http://romperelerighe.noblogs.org/

oppure
tel. 3292134759

leggi qui l'appello: http://www.anarchiainazione.org/node/1422

Il vice di Obama visita la Serbia tra proteste e arresti

Diverse centinaia di cittadini serbi residenti a Mitrovica si sono riuniti, giovedì 21 maggio, nei pressi del ponte principale del fiume Ibar per protestare contro la visita nella provincia serba del Vice Presidente degli Stati Uniti d'America Joseph Biden, conosciuto in tutta l'area per il suo storico atteggiamento anti-serbo adottato in tutti questi anni. La protesta è stata organizzata dall'Assemblea dei comuni del Kosovo e Metohija. Cartelli e poster con scritte del tipo: "Il killer ritorna sulla scena del crimine", "Noi non siamo finiti", e "Tadic, non umiliare la Serbia" sono state agitate da uomini e donne infervorate che dopo qualche ora hanno acceso delle candele nei pressi dei monumenti eretti in memoria delle vittime degli attacchi della NATO, mentre il rappresentante dell'Assemblea dei comuni e i suoi vice, Radovan Nicic e Marko Jaksic, insieme al Presidente della Commissione presso la stessa Assemblea, Ljubomir Kragovic, hanno deposto una corona di fiori.